Officina Libraria
  catalogo    

Edizione: 2012
376 pp.
Rilegatura: Brossura
Dimensioni: 22 x 24 cm
148 tavv. colore, 116 figg.
ISBN: 978-88-89854-99-0
Prezzo: 34,00
Lingua: italiano
Genere: Catalogo mostra

non disponibile

Catalogo della mostra tenutasi a Milano, Castello Sforzesco, Sala del Tesoro-Sala della Balla, dal 15 maggio al 14 ottobre 2012

 

 

a cura di Giovanni Agosti, Jacopo Stoppa, Marco Tanzi
Bramantino a Milano

A Milano si conserva il nucleo più cospicuo esistente al mondo di opere di Bartolomeo Suardi, detto il Bramantino, il più grande artista lombardo del Rinascimento: dipinti su tavola e su tela, arazzi tratti da suoi cartoni, disegni, affreschi e l’unica architettura che gli riuscì di costruire. Milano è dunque la sede naturale per la prima esposizione monografica dedicata a questo artista, amato dalla critica del Novecento e dalle avanguardie, ma privo fino ad oggi di una pubblicazione aggiornata e approfondita. La mostra al Castello Sforzesco, dove si conservano il grande murale con l’Argo nella sala del Tesoro e lo straordinario ciclo di arazzi con i Mesi eseguito entro il 1509 per Gian Giacomo Trivulzio, riallestito in modo permanente secondo la giusta sequenza di presentazione nella sala della Balla, è l’occasione per lanciare una nuova politica culturale di mostre di ricerca volta a far scoprire ai cittadini l’inestimabile patrimonio misconosciuto, e per rimettere a posto un capitolo fondamentale della storia dell’arte italiana. Gli strumenti presentati nel libro per arrivare a una nuova comprensione critica dell’artista sono il rigore storiografico, volto a bonificare la bibliografia, unito a un linguaggio accessibile, che evita le lambiccate interpretazioni iconologiche alle quali la natura “misteriosa” delle composizioni del Bramantino ha spesso dato adito; la campagna fotografica appositamente realizzata da Mauro Magliani, che per la prima volta illustra a colori con oltre 140 tavole le 31 opere in mostra; e un’approfondita ricerca documentaria che ha portato alla luce oltre 260 documenti, commentati nel regesto. Ne sono emerse novità fondamentali, come la datazione del Trittico di San Michele dell’Ambrosiana al 1505, uno dei pochi punti fermi nella cronologia dell’artista, e la sua corretta collocazione originaria, nella chiesa di San Michele in corso di Porta Nuova e non in San Michele alla Chiusa. E la fitta rete di rapporti di committenza che lega il Bramantino a personaggi di spicco della Milano francese, dal Trivulzio al conte di Ligny, per il quale Bramantino dipinse il ciclo con le Muse nel Castello di Voghera, scoperte soltanto 15 anni fa.

Di origini bergamasche, documentato dal 1480 e morto nel 1530, Bramantino deriva il soprannome dal rapporto con il marchigiano Bramante, pittore e architetto alla corte di Ludovico il Moro. Dagli esordi, documentati, come apprendista orafo, in sintonia con le ricerche più avanzate del suo tempo, come mostra la giovanile Adorazione dei pastori della Pinacoteca Ambrosiana di sapore ferrarese, alle prove prospettiche ammirate dal Vasari nel Compianto già sulla facciata della chiesa di San Sepolcro; dal gigantismo bramantesco dell’Argo, al confronto a viso aperto, e senza mai chinare lo sguardo, con Leonardo, che intride il trittico di San Michele; dalle inesauribili e insuperate invenzioni dei Mesi alla chiamata a Roma per affrescare quella che subito dopo diverrà la Stanza di Eliodoro; dagli abbracci colti da un’istantanea degli Apostoli nella Pentecoste di Mezzana, al languore giorgionesco del San Sebastiano della raccolta Rasini, per finire con l’enigmatica Cappella Trivulzio, la grandezza e l’originalità del Bramantino saranno finalmente sotto gli occhi di tutti.



I curatori
Giovanni Agosti
Professore di Storia dell’arte moderna all’Università di Milano, è curatore della grande mostra parigina su Mantegna al Louvre (oltre 300.000 visitatori) insieme a Dominique Thiébaut. Tra le sue fondamentali pubblicazioni sull’arte del Rinascimento ricordiamo Bambaia e il classicismo lombardo (Einaudi, Torino 1997) e Su Mantegna, I (Feltrinelli, Milano 2005), vincitore del premio Viareggio e oggi alla sua quarta ristampa.

I curatori
Jacopo Stoppa
Insegna all’Università degli Studi di Milano. Conoscitore della pittura lombarda del Seicento e della scultura rinascimentale lombarda è autore della monografia di riferimento su Morazzone (5 Continents 2003). Ha collaborato alla realizzazione della mostra su Cerano (Milano 2005) e a quella su Mantegna (Parigi 2008) e ha curato, insieme ad Agosti e Tanzi, la mostra «Il portale di Santa Maria di Piazza a Casale Monferrato», Casale M. 2009, catalogo Officina Libraria.

I curatori
Marco Tanzi
Nato a Cremona nel 1956, insegna Storia dell’arte all’Università del Salento. Si occupa prevalentemente della cultura figurativa del Quattrocento e del Cinquecento in Valpadana, sulla quale ha scritto saggi e curato mostre: tra queste «Pedro Fernández da Murcia, lo Pseudo Bramantino» (Castelleone 1997), «Barocco nella Bassa: pittori del Seicento e del Settecento in una terra di confine» (Casalmaggiore 1999), «Disegni cremonesi del Cinquecento» (Firenze, Uffizi, 1999), «I tarocchi dei Bembo» (Milano, Brera, 2013). Tra gli studi monografici ricordiamo Boccaccio Boccaccino (Edizioni del Soncino 1991), I Campi (5 Continents 2004) e Arcigoticissimo Bembo (Officina Libraria 2012).

Vedi altri libri di: Giovanni Agosti, Jacopo Stoppa, Marco Tanzi